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Primarie del Centro Sinistra in Sardegna

24/07/2013

Il fatto politico più rilevante di queste ore è la decisione di Renato Soru di non presentarsi alle elezioni primarie del centro sinistra. Il Presidente che ho sostenuto nelle due ultime elezioni regionali e al quale dobbiamo la lucida visione del futuro tratteggiata con profondità nel piano paesaggistico regionale, purtroppo oggetto di sistematiche aggressioni.
Un Presidente con il quale mi sono anche duramente scontrato sulle politiche per il lavoro e sulla sostenibilità umana della condizione di precarietà dell’occupazione. Ma col quale il confronto non è mai stato superficiale.
La scelta di Renato Soru, che immagino non sia stata facile, ci obbliga, ancora di più, ad essere sinceri fino in fondo nei confronti dei sardi.
Le elezioni, in un sistema democratico, sono la modalità con la quale si attribuisce il compito difficile di governare la cosa pubblica, di difendere e promuovere il bene comune. Per questo è intollerabile tradurle in una competizione a premio. Sono forma pacifica di dura lotta politica, confronto/conflitto tra visioni diverse, tra idee e progetti, che devono essere rivolti, tutti, verso il miglioramento delle condizioni di vita delle persone e della comunità.
Per questo va fatta chiarezza sulle elezioni primarie del centro sinistra che non sono una competizione alla quale chiunque si può iscrivere. Per essere il candidato Presidente della coalizione democratica e progressista bisogna necessariamente essere espressione di quei valori ideali, e bisogna avere una storia che lo dimostri. Passata e recente. Questo è un dato politico e prescinde da regolamenti e codici.
La coalizione non è chiusa. Anzi guarda con interesse da tempo al mondo identitario, della cultura politica sardista e federalista, dell’impegno verso l’autodeterminazione del popolo sardo e per l’esercizio responsabile del più ampio possibile autogoverno. Tutto ciò è nella natura del centro sinistra sardo.
Psdaz, Sardigna libera, IRS, Partito dei sardi e ogni altro movimento e organizzazione politica di ispirazione sardista, anche indipendentista, che intenda partecipare alla coalizione democratica e di sinistra già costituita, che intenda essere parte attiva nella costruzione di un comune progetto di cambiamento è – per me, per noi –il ben venuto.
Pensiamo e realizziamo insieme il nuovo progetto di sviluppo della economia e della società sarde, per contrastare povertà e disoccupazione, per difendere la nostra cultura e la nostra lingua, per affermare il nostro diritto all’istruzione più qualificata e permanente, alla continuità territoriale integrale garantita da un sistema di trasporti per persone e merci, accessibile ed efficiente. Per sconfiggere l’isolamento con lo sviluppo rafforzato delle nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione e per riconoscerci nazione sarda in una Europa dei tanti popoli e delle tante culture .
Per questo nessun veto, ma una intesa vera su basi chiare.
Come un albero, investito da un vento violento, anche la Sardegna colpita da una crisi che pare inarrestabile, può salvarsi, rafforzando le proprie radici. In questa opera si può riconoscere la vera generosità


Luciano Uras