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“ Centro sinistra sardo – Deve tracciare la strada per uscire dalla crisi economica e sociale e per governarne i tragici effetti.”

13/08/2013

 SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA'

 

Cagliari 13 agosto 2013

 

Luciano Uras – “ Centro sinistra sardo – Deve tracciare la strada per uscire dalla crisi economica e sociale e per governarne i tragici effetti.”

 

“ Non ho mai pensato che un singolo, donna o uomo, abbia la capacità di tracciare un progetto che porti la Sardegna fuori dalla acuta crisi economica e sociale nella quale si trova, che si è sommata a quella cronica dello svantaggio insulare e del ritardo di sviluppo. Come non credo che basti affermare che il programma si scrive ascoltando “la gente” per mobilitare una vera e attiva partecipazione popolare consapevole.

Serve molto di più.

Chi dovrà governare politicamente la Regione deve, con l’umiltà necessaria, guidare la fase di costruzione del progetto, coinvolgere le esperienze e le competenze che servono, non solo a capire i fenomeni ma, anche, a definire e gestire le soluzioni. Diversamente andremo verso un nuovo fallimento. Che pagano i più sofferenti, e poi tutti gli altri.

Noi stiamo aspettando che il PD decida di promuovere il confronto interno alla coalizione democratica, progressista, sardista, identitaria e della sovranità consapevole e responsabile. Deve per questo uscire dal guscio protezionista nel quale appare rinchiuso.

Comprendiamo le difficoltà che attraversa il PD. Ciò nonostante, nella nostra considerazione, la Sardegna deve venire prima di tutto e i sardi prima di tutti.

Alcuni nodi vanno affrontati senza indugio e decidendo come deve caratterizzarsi il nostro programma di governo. Se le autonomie locali sono il centro del sistema istituzionale democratico, i Comuni sono il primo tassello dell’intera comunità regionale e nazionale, per questo i Sindaci, sempre di più in prima linea ad affrontare ogni situazione di emergenza – vanno sostenuti con maggiori poteri e maggiori risorse. A Cagliari come a Roma o a Bruxelles.

La disoccupazione e la nuova povertà che ne deriva vanno contrastate con efficacia, con forme moderne di intervento pubblico, come il reddito di cittadinanza o i salari di inserimento, valorizzando l’istruzione e la formazione permanente e rilanciando l’articolazione territoriale dei servizi per il lavoro in auto-gestione. L’impresa nasce dal lavoro. Non il contrario.

Il territorio, il paesaggio, i beni culturali e l’ambiente. Su questo capitolo vanno scritte parole con inchiostro indelebile. Il Piano paesaggistico non può essere devastato dalla ingordigia speculativa. E’ una grande opera da difendere e completare con la pianificazione comunale.

La legge sugli usi civici deve essere abrogata, non solo perché è uno strumento con il quale si può vendere parte rilevante del territorio e della bellezza naturale che è patrimonio comune, impoverendoci tutti. Soprattutto violenta l’identità etnico-culturale che ci caratterizza come popolo.

La lingua sarda siamo noi, diffonderne l’uso, anche nei pubblici uffici, è una delle priorità per ricostruire quella necessaria compattezza nazionale. A questo non ci sono alternative se vogliamo vincere le grandi battaglie della fiscalità, delle entrate, dei trasporti e del superamento della condizione di insularità con la continuità territoriale europea, delle reti del trasporto e della comunicazione, anche telematica.

Dica il PD, prima del rito delle primarie, se è utile parlare di tutto questo.