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I CONTI DELLA REGIONE NON TORNANO - CONFERENZA STAMPA

01/02/2014

 La situazione finanziaria della Regione, sulla base dei dati diffusi dal sistema di reportistica della stessa amministrazione regionale e aggiornati il 24 gennaio scorso, appare più che seriamente compromessa, di fatto proiettata verso il tracollo.

Le entrate, per effetto della congiuntura negativa dell'economia e dei trasferimenti provenienti dallo Stato, si riducono progressivamente e conseguentemente si ridimensionano in modo importante gli stanziamenti. Contemporaneamente il rapporto tra spese correnti e interventi di investimento e sostegno ad economia e lavoro diventa sempre più negativo per questi ultimi. Si configura una situazione per cui a meno ricchezza prodotta, anche a causa della crisi, corrisponde una ridotta disponibilità di risorse che vengono quasi integralmente assorbite dalle spese correnti, che rimangono costanti o crescono, impedendo interventi finanziari a sostegno e per il rilancio del sistema produttivo e dell'occupazione.

Nell'esercizio 2013, in conto competenze, su 7 miliardi e 980 milioni di somme accertate in entrata - si tratta delle risorse che sono assegnate al Bilancio Regionale in forza di disposizione di legge - sono state riscosse solo 6,09 miliardi di euro. Mancano pertanto circa 2 miliardi di cui almeno uno derivante da mancati trasferimenti da parte dello Stato sui tributi devoluti e compartecipati spettanti alla Sardegna. In conto residui su un miliardo e 630 milioni di accertato sono stati riscossi solo 903 milioni di euro, ovvero circa 900 milioni in meno.

La somma della riscossioni non effettuate è pari ad oltre 2,7 miliardi di euro ovvero alla somma effettivamente spendibile in corso esercizio al netto delle spese fuori patto (s.sanitarie etc.).Una questione questa da risolvere in un rapporto diverso con lo Stato e che richiede un atteggiamento meno genuflesso di quello adottato in questi anni.

Sul fronte della spesa la situazione è ormai al collasso. In conto competenze gli impegni per spese correnti sono pari a 5 miliardi e 629 milioni, il pagato/disposto è pari a 4 miliardi e 564 milioni di euro, pari all81% della somma impegnata. In conto residui su 2 miliardi e 64 milioni di impegni formali la spesa è pari al 75%, ovvero a 1 miliardo e 613 milioni. Al contrario la spesa per investimenti è molto inferiore e molto più lenta. a fronte di impegni per 614 milioni in conto competenze sono stati pagati 265 milioni par al 43%; in conto residui ai 2 miliardi e 920 milioni di euro di formalmente impegnato sono stati pagati solo 613 milioni pari al 20% del totale.

In relazione alle strategie di bilancio quella relativa al peso e al funzionamento del sistema istituzionale, del sistema sanitario e delle strutture burocratiche è, come si è detto, in crescita rispetto alla spesa per economia, lavoro, patrimonio culturale e territorio e ambiente. Infatti su 5 miliardi e 170 milioni di spesa effettuata in conto competenza e 2 miliardi e 214 milioni in conto residui sono stati spesi nel 2013 quasi 1 miliardo e 300 milioni per il funzionamento della Regione, dei suoi enti, società e agenzie e per le PP.AA. locali, e circa 3,8 miliardi di euro per il sistema sanitario regionale (ASL - Presidi Ospedalieri -Ambulatori etc.). Mentre per il patrimonio culturale appena 59 milioni, 335 milioni per economia, impresa e lavoro.

Questo squilibrio spese correnti/investimenti, spese per il sistema amministrativo e burocratico pubblico e produzione-lavoro è la patologia su cui concentrare gli interventi di riorganizzazione della programmazione e del bilancio regionale, è la vera motivazione di una urgente e profonda riforma della macchina pubblica. Per la nuova Regione serve chi sa fare di conto nell'interesse generale piuttosto che chi si attarda nella propaganda o in esercizi filosofico/letterari.