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NOTA STAMPA PRECARI

14/02/2014

 ortanti esperienze professionali e bisogna dare piena attuazione alle normative comunitarie e alle relative pronunce della Corte di Giustizia Europea».
A dirlo è il senatore Luciano Uras, capogruppo di Sel in commissione Bilancio a palazzo Madama, che ha presentato un'interrogazione urgente al ministro della Funzione Pubblica, Gianpiero D'Alia.
«Secondo le stime dell'Aran (l'agenzia nazionale del pubblico impiego) - dice Uras - i dipendenti statali con contratto flessibile sono oggi circa 317mila. Tra questi, ben 203mila operano nell'università e nella scuola. Quasi il 60% delle assunzioni precarie del pubblico impiego si concentra negli enti locali. In questa stima, però, l'Agenzia pare non abbia contemplato una parte importante di lavoratori precari della P.A. regionale e del sistema delle società a partecipazione e controllo pubblico».
«Si tratta di personale di particolare valore professionale, con elevati titoli e qualificata esperienza - afferma l'esponente di Sel - e che opera spesso con grande abnegazione e oltre gli orari contrattuali, occupandosi di questioni di grande rilievo come quelle in materia paesaggistica e urbanistica in Sardegna, o per dare operatività a strutture di rilievo a Venezia, come a Roma o a Napoli».
«L'ultimo decreto sulla Pubblica Amministrazione (101/2013) - continua Uras - ha introdotto il principio secondo cui l’unico modo per accedere alla P.A. è il contratto a tempo indeterminato, oltre a prevedere un sistema di inserimento stabile e meritocratico attraverso concorsi riservati per i precari che, da almeno tre anni negli ultimi cinque, hanno lavorato nelle amministrazioni. Cosa aspetta il Governo a varare un piano nazionale di sistemazione del precariato pubblico, che metta fine alla pratica delle soluzioni emergenziali e delle proroghe illegittime e che consenta di valorizzare e stabilizzare grandi esperienze e qualità professionali».