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PrioritÓ: la crisi economica e sociale sarda

19/02/2014

Faccio un augurio di buon lavoro a noi tutti che abbiamo combattuto per il cambiamento, e al Presidente eletto Francesco Pigliaru che ha un ruolo di grande prestigio ma anche di grande fatica ."

La coalizione democratica, progressista, dell’identità e della sovranità ha ottenuto con Francesco Pigliaru una grande e sofferta affermazione politica-elettorale. Il Presidente eletto e tutte le forze politiche della coalizione oggi hanno di fronte una Sardegna violata a attraversata da gravissimi problemi sociali ed economici, un apparato produttivo ed un sistema imprenditoriale in crisi profonda, disoccupazione e povertà a livelli insopportabili, una macchina burocratica e procedure amministrative soffocanti ed ostative dello sviluppo, carenze drammatiche sul fronte dell’istruzione e della formazione.

Oggi è il tempo delle decisioni buone, condivise, rigorose e severe nella gestione del patrimonio e delle risorse pubbliche. E’ il tempo della responsabilità. E’ il tempo del confronto produttivo per fare un governo all’altezza della difficilissima situazione ereditata.

Il chiacchiericcio, i tentativi di conquistare mediaticamente il monopolio della vittoria che, invece è chiaramente frutto di una ampio sforzo corale, la pretesa di banalizzare il compito arduo di organizzare la risposta pubblica alla crisi, che, invece, spetta al Presidente Pigliaru e alle forze politiche che l’hanno lealmente sostenuto, rischiano di inquinare la necessaria discussione.

Sel non partecipa a questo gioco. Il mio pensiero va a tutti i lavoratori disoccupati, marginalizzati e mal pagati. Va simbolicamente ai 13 giornalisti, tecnici e amministrativi di Sardegna 1 e ai 13 giovani lavoratori licenziati della ex Rockwool che hanno occupato Monteponi