Attivitą legislativa

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ALCOA. URAS (SEL): SACROSANTA PROTESTA DEI LAVORATORI, PRESENTATA MOZIONE

07/05/2014

 "Il governo affronti con urgenza la situazione critica nella quale si trovano oggi i lavoratori ALCOA e le loro famiglie, costretti ad un'azione di protesta continua più che motivata per la condizione di mortificante “non lavoro” e per il rischio di vedersi negate anche adeguate protezioni di ammortizzatori sociali". Lo chiede il senatore sardo Luciano Uras in una mozione volta ad impegnare il Governo volta al rilancio delle attività economiche del territorio sardo e del Sulcis – Iglesiente.

"I sardi sono confinati da troppo tempo ad essere spettatori di un inaccettabile processo di deindustrializzazione produttiva del proprio territorio. Per questo chiedo al governo di dare piena attuazione di ogni piano e progetto a finanziamento pubblico senza ulteriore indugio, ricomprendendo anche gli interventi di riattivazione delle attività industriali e di ricerca sulla eco-sostenibilità dei cicli produttivi, delle azioni di risanamento e bonifica ambientale dei territori compromessi da inquinamento, e quelli di produzione energetica, a partire dalle forme di energia rinnovabile e pulita, o a basso impatto ambientale".

"E' necessario che ci sia da parte del Governo una celere convocazione delle organizzazioni sindacali per aprire tavoli di discussione e di concertazione, con l’obiettivo di trovare soluzioni per tutti quei lavoratori interinali espulsi dal sistema produttivo-industriale e dalla conseguente chiusura degli stabilimenti. Bisogna costruire strumenti che assicurino ai lavoratori gli ammortizzatori sociali e il puntuale pagamento dei sussidi dovuti, nonché adeguati percorsi formativi di aggiornamento, qualificazione e riconversione professionale affinché ci sia una vera ripresa produttiva e lavorativa.

Sarebbe importante che il Presidente della Regione convocasse sulla situazione drammatica in cui versa il nostro sistema produttivo industriale tutti i parlamentari per accelerare ogni utile iniziativa delle istituzioni nazionali ed europee, da troppo tempo sordi al grido di dolore dei tanti lavoratori disoccupati sardi e delle nostre piccole e medie imprese attanagliate dalla crisi"

segue mozione presentata in data odierna


Senato della Repunbblica
Gruppo Misto
MOZIONE Uras – De Petris – Barozzino – Cervellini - De Cristofaro - Petraglia, Stefano, Anitori, Gambaro sulla crisi occupazionale e industriale del Sulcis-Iglesiente.

Premesso che :

risulta dai dati diffusi da fonti ufficiali ISTAT e dell'Osservatorio del mercato del lavoro della Regione Sarda, e da informazioni provenienti dalle organizzazioni sociali, un progressivo, preoccupante sostanziale crollo dell’occupazione in Sardegna, che al IV trimestre del 2013 registra il 18.1 di tasso di disoccupazione e 34 mila occupati in meno rispetto allo stesso trimestre del 2012, e il permanere di una forte incidenza di lavoratori precari e di lavoro irregolare;

tale situazione è particolarmente grave in alcuni territori dell'Isola, da oltre 20 anni, ripetutamente colpiti da processi di destrutturazione produttiva e deindustrializzazione, con pesanti e disgreganti conseguenze che si ripercuotono sulle condizioni di vita delle popolazioni;

tra i predetti territori spicca per la gravità della situazione il Sulcis – Iglesiente, che in queste ore vede acuirsi la legittima e più che motivata azione di protesta dei lavoratori ALCOA, in condizione di mortificante “non lavoro” e a rischio di venire privati di adeguate protezioni di ammortizzatori sociali che consentano, per puntualità di pagamenti ed entità dell’assegno, condizioni di vita dignitose a tutti i lavoratori interessati dalla crisi del settore dell’alluminio in Sardegna;

in relazione all'aggravarsi dello stato di crisi dell'intera economia del Sulcis-Iglesiente, e soprattutto dell'apparato produttivo industriale (hanno subito tragiche vicende di destrutturazione diversi impianti privati e a partecipazione e controllo pubblico - Eurallumina, Otefal Sail, Portovesme Srl, Alcoa, Rockwool, Carbosulcis), è da tempo in corso lo stato di agitazione dei lavoratori che si manifesta anche con forme estreme di protesta, come quella in corso nella ex miniera di Monteponi da parte dei 13 lavoratori ex Rockwool, esclusi dalla positiva conclusione della relativa vertenza attraverso le forme di reimpiego attivate nell’ambito dei lavori di bonifica in capo a ATI IFRAS;

diverse decine di lavoratori interinali, a suo tempo impiegati in attività collaterali e di supporto alle più importanti realtà industriali del territorio (occupati dell’indotto), sono stati esclusi da qualsiasi forma di ammortizzatore sociale e che in questo momento si ritrovano in una condizione drammaticamente precaria;

Considerato che in Sardegna vivono questa situazione migliaia di lavoratori interinali i quali hanno perso il posto di lavoro e che non hanno nessuno strumento di integrazione al reddito e nessuna forma di ammortizzatore sociale;

considerato inoltre i gravi ritardi e la inadeguata dotazione finanziaria attribuita alla Sardegna per gli ammortizzatori sociali in deroga e il grave rischio di perdita o forte riduzione dei trattamenti di CIG ai lavoratori del settore industriale del SULCIS - IGLESIENTE, ad iniziare da quelli dell’ ALCOA;

impegna il Governo

ad assumere le necessarie iniziative finalizzate al definitivo rilancio delle attività economiche del territorio sardo e del Sulcis – Iglesiente, verificando ogni possibilità che interrompa il definitivo temuto abbandono di ogni attività produttiva industriale – eco sostenibile avanzata - nelle quali la Sardegna ha maturato importanti esperienze e qualità professionali ;

alla piena attuazione di ogni piano e progetto a finanziamento pubblico attualmente in fase avanzata di istruttoria e di iter approvativo, senza ulteriore indugio, ricomprendendo anche gli interventi di riattivazione delle attività industriali e di ricerca sulla eco-sostenibilità dei cicli produttivi, delle azioni di risanamento e bonifica ambientale dei territori compromessi da inquinamento, e quelli di produzione energetica, a partire dalle forme di energia rinnovabile e pulita, o a basso impatto ambientale;

ad una celere convocazione delle organizzazioni sindacali per aprire tavoli di discussione e di concertazione, con l’obiettivo di trovare soluzioni per tutti quei lavoratori interinali espulsi dal sistema produttivo-industriale e dalla conseguente chiusura degli stabilimenti

a costruire strumenti che, assicurino ai lavoratori anche gli eventuali necessari periodi di ammortizzatori sociali e il puntuale pagamento dei sussidi dovuti, nonché adeguati percorsi formativi di aggiornamento, qualificazione e riconversione professionale proiettati verso la ripresa produttiva e lavorativa;

ad affrontare con tutta urgenza la situazione critica nella quale si trovano oggi i lavoratori ALCOA e le loro famiglie, confinati ad essere spettatori di un inaccettabile processo di deindustrializzazione produttiva del proprio territorio .